Post

Tirocini formativi: occorre l'analisi, non la polemica

Immagine
Le norme e i meccanismi di incontro tra domanda e offerta nel mercato del lavoro rispondono innanzitutto a due esigenze : la prima, di natura economica, riguarda la necessità delle aziende di reperire lavoratori che li consentano di mantenere e accrescere la capacità produttiva , e in prospettiva contribuiscano all'incremento della competitività; la seconda riguarda il collocamento dei lavoratori nel contesto produttivo , un processo che oltre ad avere natura economica ha valenza sociale, in quanto non solo ne consente il sostentamento, ma contribuisce in modo decisivo alla piena realizzazione delle prospettive di vita degli individui. La regolazione dei contratti di lavoro rispecchia tale molteplicità di esigenze, e ha una natura compromissoria , finalizzata alla composizione di interessi non sempre convergenti, spesso contrapposti.  Negli ultimi mesi si è assistito ad una intensificazione del dibattito pubblico attorno alla tematica dei "tirocini formativi" , descritti

Lavoro, disoccupazione, sussidi: la visione di Robert Kennedy

Immagine
Sono trascorsi quasi 54 anni da quel terribile 6 giugno del 1968 , il giorno nel quale Robert Kennedy , appena vinte le primarie della California e inaspettatamente divenuto il favorito alla nomination democratica, fu assassinato in circostanze mai del tutto chiarite. Il successo del giovane senatore di New York, nella corsa che lo contrapponeva a Humphrey e a McCarthy, fu il risultato di un percorso di ascolto e dialogo - iniziato negli anni precedenti, quando ancora era ministro della giustizia nel governo guidato da suo fratello John - con le componenti della popolazione maggiormente discriminate , sia per motivi razziali, sia dal punto di vista sociale ed economico. Bobby Kennedy visitò - fu tra i primi politici americani a farlo - le aree più arretrate del paese, a iniziare dal Mississipi, nelle quali erano presenti condizioni estreme di povertà, analfabetismo, malnutrizione. Denunciò con forza la contraddizione delle condizioni da terzo mondo nelle quali vivevano ampi strati del

Programma GOL: nuove risorse, vecchi strumenti

Immagine
Il programma GOL (“Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori”) costituisce una delle principali direttrici degli investimenti previsti dal PNRR in materia di politiche del lavoro. Nello specifico, il programma GOL prevede ingenti investimenti  - gestiti dalle regioni, in base a criteri definiti a livello nazionale - finalizzati al rafforzamento delle politiche attive del lavoro, rivolte precipuamente alle categorie di lavoratori maggiormente svantaggiate (disabili, under 30, over 55, donne, disoccupati di lunga durata). Il programma prevede una targetizzazione dei lavoratori, in base alla quale avviene l'assegnazione ai percorsi di orientamento, aggiornamento e riqualificazione professionale; soggetti "erogatori" dei servizi sono principalmente i centri per l'impiego e le agenzie del lavoro. Le risorse complessive ( 4,4 miliardi di euro ) sono senza dubbio rilevanti, tuttavia la natura del programma e gli strumenti attuativi non sembrano adeguati a garantire un rile

AI e recruiting, tra timori e potenzialità non comprese

Immagine
“ Vedete questo curriculum compilato a mano? È di Steve Jobs. Se fosse stato analizzato con un software, la sua candidatura sarebbe stato di sicuro scartata ”: è più o meno questo il tenore dei post circolati poche settimane fa sui social network, in quello che è un costante e ostinato rifiuto dell’utilizzo degli algoritmi nel processo di selezione del personale . Aldilà della scelta discutibile – direi quasi infelice – di scegliere uno dei principali pionieri dell’Ict per condurre una campagna contraria all’utilizzo delle applicazioni informatiche, e della collocazione del CV sopra citato in un periodo storico (il 1973) che dal punto di vista dell’evoluzione tecnologica è lontanissimo da noi, è necessario analizzare quali sia l’effettiva fondatezza di tali rilievi. Il primo riguarda la sostituzione con una “macchina” di quella che è una funzione tradizionalmente umana , che richiede una comprensione non solo analitica di un testo complesso : questo critica è senz’altro infondata, poi

Il cloud, la nuvola che ci ha protetti dalla tempesta

Immagine
È trascorso quasi un anno dal terribile febbraio 2020, dai giorni nel quali la rapida diffusione del Covid-19 ha modificato radicalmente le nostre esistenze, stravolgendo la quotidianità, i rapporti sociali, i ritmi e le modalità di lavoro e di studio. Sono convinto che ciascuno di noi abbia nitidi nella propria mente quei giorni e i mesi che seguirono, le giornate forzosamente trascorse tra le mura domestiche, la ricerca dell’equilibrio nella condivisione degli spazi con i propri famigliari, le passeggiate con il cane (ma solo per i più fortunati!), le difficoltose call conference con colleghi e clienti. Poi le letture, i libri divorati in quei giorni con voracità più intensa, in parte per la maggiore disponibilità di tempo libero, più probabilmente per allontanare la mente dai timori relativi al dilagare della pandemia. Ricordo che lessi un libro acquistato qualche mese prima - su una delle tematiche che maggiormente mi appassiona, la relazione tra tecnologia e mercato del lavoro -