Congresso dei consulenti del lavoro: cambiare il Titolo V per riformare il mercato del lavoro

Ma le proposte di modifica dei servizi pubblici per l'impiego non si fermano qui: i consulenti del lavoro chiedono che i servizi a cui è affidata la promozione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro siano remunerati dallo Stato in base al risultato conseguito, e sottolineano l'esigenza di coniugare gli interventi di formazione e quelli finalizzati al reinserimento professionale attraverso il principio della condizionalità, ossia che i sussidi di disoccupazione siano vincolati all'impegno alla partecipazione a percorsi di reimpiego. Tutte le tematiche indicate dal Congresso del consulenti del lavoro - oltre a scaturire da esigenze oggettive - sono presenti nella Legge Delega per la riforma del mercato del lavoro del Governo Renzi: non resta che attendere di leggere e capire quali saranno le soluzioni adottate, sapendo che senza la revisione del Titolo V della Costituzione e il conseguente superamento dell'attuale frammentazione della gestione del mercato del lavoro, qualsiasi riforma sarà destinata ad un probabile fallimento.
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